Parco del Frignano

Il Parco del Frignano si sviluppa sull'Alto Appennino Modenese con oltre 15mila ettari di estensione e un territorio che va dai 500 metri sul livello del mare agli oltre 2.000 della vetta del Cimone, il monte più alto dell'Appennino Tosco-Emiliano. Il Parco presenta un ambiente naturalisticamente ricco ed estremamente variegato. Habitat unici, di cui preservare la biodiversità, favoriscono la crescita e la conservazione di specie rare, vegetali e animali. Circhi glaciali convivono con altri trasformati in torbiere, boschi di faggete con ampie distese di sottobosco, vallette nivali si insediano alle pendici delle montagne più alti, sui quali volteggiano l'aquila reale e altri rapaci.

Parco del Frignano: 114 Itinerari

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Escursionismo

Romea Strata T13NL

Tenendo il comune di Montese alle spalle, si procede verso destra si prosegue diritti lungo via Panorama. Dopo un centinaio di metri, prima della curva a sinistra, si segue il segnale CAI marchiato sul guardrail e si prende la stradina che scende verso il fondovalle. Dopo 600 metri si arriva nei pressi di un depuratore e si risale la collina seguendo le indicazioni della segnaletica CAI 400/A. Seguendo i segnali che ci conducono su una capezzagna, si arriva dopo aver percorso 1.3 km, alla strada asfaltata. Si prosegue a destra per 200 metri e, prima della curva, si svolta a destra. I marcatori CAI sono sulla casetta il mattoni sulla sinistra e sulla destra di vede un piccolo capitello. Si supera il parcheggio e si prosegue sempre diritti per 350 metri. Prestare ora attenzione: poco prima della salita, vi è sulla sinistra una capezzagna. La si segue, attraversando un boschetto. Dopo 270 metri si incontra nuovamente la strada asfaltata. Si procede a destra seguendo il sentiero CAI 400/A, proseguendo lungo la Strada Provinciale n°34. Dopo 380 metri si arriva alla piazza della chiesa si Maserno. Si procede verso destra seguendo le indicazioni Montespecchio-Ponte Chiozzo e la segnaletica CAI 446-436. Si passa così davanti alla chiesa e dopo un centinaio di metri si prosegue a sinistra seguendo la segnaletica di via Riva da "101 a 131" e il segnale del CAI 436 verso San Martino. Si scende così verso Maserno vecchio, che si raggiunge dopo 800 metri. Il sentiero sbuca nuovamente su strada asfaltata e si prosegue a sinistra seguendo ora la segnaletica CAI 448. Dopo 170 metri, prima della curva, si prende la stradina sulla destra seguendo le indicazioni CAI 448. Si procede in discesa fino a incontrare una casa, si tiene la sinistra e si supera un ponticello. Appena dopo il ponte si trova il segnale CAI 448, da seguire in salita per 500 metri. Si arriva così alla strada asfaltata. Poche decine di metri prima di arrivare alla Strada Provinciale n°34, si trova sulla destra un'altra strada che corre parallela alla provinciale ma che ha meno traffico: è via Lazzari. La si segue percorrendola per 1.3 km fino arrivare ad una chiesa. Si prosegue verso il cortile delle abitazioni e si segue a sinistra lungo la capezzagna. Si attraversano le coltivazioni, e si passa un ponticello fino ad incontrare la strada asfaltata dopo 865 metri. Si va a sinistra, in salita. All'incrocio poco più avanti, si prosegue a destra in via Roncola. Dopo 500 metri, si va a destra oltrepassando un ponte dopo una decina di metri. La si segue sempre proseguendo sul via Roncola per 2.6 km fino ad arrivare alla piazza del paese di Castelluccio. Sulla destra è visibile il campanile della chiesa, un piccolo capitello e il segnale del CAI. Si prosegue seguendo la strada principale e facendo l'ampia curva che sale, tenendo a sinistra al bivio poco più avanti e proseguendo lungo via La Palto (sempre con indicazioni CAI). Si cammina diritti su questa strada in salita fino ad incontrare dopo 500 metri, la Strada Provinciale n°34. La si segue per curva un km e al bivio si tiene la destra continuando su Strada Provinciale n°66 che si continua a seguire per 1.3 km fino a località Corona. Si svolta ora a destra, sempre seguendo i marcatori CAI scendendo verso località La Polla che si raggiunge dopo 1.2 km. Attraversato il borgo, si continua a scendere sempre seguendo le indicazioni CAI. Si arriva così ad incontrare la Strada Provinciale n°324 e il cartello, sulla destra, indicante la località di Rocca Corneta. Si prosegue verso destra, percorrendo 60 metri di Strada Provinciale e si svolta poi alla prima strada a sinistra. Si segue la strada che porta fino alla Rocca, la si aggira seguendo i 5 capitelli in fila e si prende la capezzagna a scendere sulla sinistra fino a raggiungere il torrente Dardagna dopo 900 metri. Lo si supera grazie al ponte e si risale la scarpata con una ripida salita. Dopo 2.2 km si raggiunge la chiesa di Trignano in località l'Osteria. La si supera continuando a salire sempre diritti per 300 metri, sempre seguendo le indicazioni CAI. Si esce su strada asfaltata con l'acquedotto davanti e si prosegue a destra in località Casa Grigi. Si segue via Pedroni, asfaltata, entrando nel Parco Regionale Alto Appennino Modenese. Si segue la strada asfaltata per 890 metri e si gira a destra a scendere lungo la capezzagna proprio in corrispondenza del cartello indicante via Serrazzone. Si segue la capezzagna a destra, superando Fosso delle Sassaie ed incrociando nuovamente la strada asfaltata dopo 1.1 km. Sulla strada di va a destra continuando in via Serrazzone. Dopo qualche decina di metri, appena fatta la curva, si segue il sentiero CAI a scendere che consente di attraversare il campo. Si arriva su una strada asfaltata e si prosegue diritti, in salita, fino a trovare via Serrazzone dopo 520 metri. Si prosegue a destra raggiungendo il paese di Serrazzone dopo un centinaio di metri. Si prosegue diritti tenendo la chiesa a sinistra. Passata la chiesa, a scendere sulla sinistra, si trova un piccolo parco da dove parte il sentiero che seguendolo porta a località Ponti nel comune di Fanano dopo 1.2 km. La discesa è ripida e si deve prestare attenzione. Scesi sulla strada asfaltata di via Serrazzone, si prosegue a sinistra, attraversando il ponte e poco dopo, sempre andando diritti, se ne attraversa un altro. Dopo un centinaio di metri dal secondo ponte sulla sinistra si vedono delle scalette, segnalate CAI, in pietra che salgono. Si prende il sentiero e sempre seguendolo si arriva al centro di Fanano, dopo700 metri. Si trovano ora le indicazioni per la chiesa di Fanano.
 

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Escursionismo

Romea Strata T14NL

Tenendo la chiesa di Fanano alle spalle, si prosegue a sinistra passando davanti a 2 Oratori e proseguendo a sinistra in via Neruzzi. All'incrocio, dopo 300 metri, si attraversa la strada e si prosegue diritto lungo via Piano. Poco dopo, al quadrivio, si va ancora diritto tenendo gli impianti sportivi sulla sinistra, si prosegue sempre diritti lungo via Palazzo. Dopo 360 metri si raggiunge lo stop di via Abà . Si procede a destra in salita tenendo le indicazioni di Fellicarolo. Dopo un centinaio di metri, prima della curva, si va a sinistra seguendo le indicazioni del CAI sentiero 425 e proseguendo su via Madonna del Ponte. Si va diritto per questa strada che è indicata chiusa a T e dopo 560 metri si supera il torrente Fellicarolo e si prosegue lungo il sentiero. Si è nel Parco Regionale dell'Appennino Modenese. Il sentiero sale per 2.3 km e si incontra la strada asfaltata che porta alla frazione di Ospitale. La si attraversa e si prosegue diritto, scendendo e attraversando il torrente Ospitale. Si segue il sentiero CAI e le indicazioni per Ospitale della cartellonistica dei "I sentieri del Frignano". Si toccano così località Pianeto, Le Piagge, Ponte Nuovo, La Sega e Casa Nuova fino a raggiungere la frazione di Ospitale dopo 4.1 km. Si attraversa la piazza passando davanti alla chiesa e si prende il sentiero che si ha davanti alla chiesa fra le 2 case. Lo si segue sempre. Questo sentiero, numerato CAI 413-415, incrocia più volte la strada perchè sale diretto tagliando i tornanti. Lo si segue sempre raggiungendo Rifugio Capanno Tassoni dopo 2.6 km. Prestare attenzione perchè il selciato è antico e può essere scivoloso.
 

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Escursionismo

Sentiero Europeo E1 Toscana T07

Dal Passo delle Radici si imbocca in salita la SP71, abbandonandola dopo circa 1 Km per proseguire sulla strada bianca che costeggia un’ampia zona prativa per circa 1 km, fino al passo del Lagadello (1650 m slm); proseguendo sulla SP 71 si arriverebbe a San Pellegrino in Alpe; invece, si imbocca la strada bianca sulla sinistra (se si percorre E1 in direzione Nord Sud). Dopo circa 1,5 km (30 minuti) si raggiungono i Sassi del Diavolo (“il Giro”), dove si ricongiunge il rientro sul percorso principale per chi abbia pernottato a San Pellegrino in Alpe (Variante 7-1). I Sassi del Diavolo sono, secondo la tradizione, la località dove San Pellegrino resistette alle tentazioni del diavolo e infine, irritato, gli dette una violenta sberla che lo proiettò sulle Alpi Apuane, generando il foro del Monte Forato. In questo luogo, i viandanti e i pellegrini sono soliti accumulare delle pietre, portate per espiare i peccati (più grande il peccato, più pesante la pietra); un’altra leggenda vuole che si debbano fare tre giri intorno, per evitare che sia il diavolo in persona lo chieda…. Si prosegue passando da spazi aperti ad ombrose faggete, toccando il Monte Cimetta (1664 m slm), il Monte Spicchio (1658 m slm), le pendici del Monte Saltello (1681 m slm) fino a raggiungere il Passo (o Bassa) del Saltello (1580 m slm), per poi risalire, con continui saliscendi, al Monte Romecchio (1700 m slm) dal quale si gode di uno spettacolare panorama sulle Alpi Apuane. Il percorso continua in cresta al Passo del Terzino (1683 m slm), quindi lambisce le pendici Ovest di Cima dell’Omo (1859 m slm), ove si incontra la sorgente del Corsonna, per raggiunge il Passo Porticciola (1714 m) ed entrare sul versante emiliano. Dal Passo della Porticciola, il sentiero di cresta, molto aereo e panoramico, porterebbe al Colle Traversata (1826 m slm) e poi alla vetta del Monte Giovo (1991 m slm), che però si trascura per discendere entro un’ampia vallata di origine glaciale verso il Passo della Boccaia (1584 m slm), e quindi al Lago Santo Modenese attraversando una folta faggeta.

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Escursionismo

Sentiero Europeo E1 Toscana T08

E1 Toscana 08 Lago Santo Modenese - Abetone-Boscolungo A PIEDI E1 Toscana 08 Lago Santo Modenese - Abetone-Boscolungo Dal Lago Santo Modenese (1501 m slm) si imbocca il sentiero CAI 519 Foce a Giovo / 523 Lago Baccio, che si inoltra nel bosco; dopo circa 20 minuti, prima di una salita piuttosto ripida, i due sentieri si dividono: il percorso “base” di E1 si dirige sulla sinistra (percorrenza Nord Sud), verso Foce a Giovo (sentiero CAI 519), mentre proseguendo dritti sul sentiero CAI 523 verso il Lago Baccio si intraprende la variante del Monte Rondinaio, riservata ad escursionisti esperti (EE). Il percorso base procede su un sentiero privo di difficoltà, con qualche saliscendi, che segue le pendici orientali del Monte Rondinaio Lombardo (1826 m slm) e porta verso Foce a Giovo, ignorando i sentieri sulla destra (verso Sud Ovest), che salirebbero al Lago Turchino, al Lago Torbido e sul crinale poco oltre il Monte Rondinaio. Il sentiero alterna tratti di bosco ad attraversamenti di pietraie con scorci panoramici notevoli verso Est. Il tratto finale, letteralmente “scavato” in una mirtillaia, piuttosto ripido, porta a Foce a Giovo (1664 m slm), il valico più alto dell’Appennino Tosco-Emiliano, dove la variante “alta” per EE si ricongiunge al tracciato base. Sulla foce vi sono una cappella dedicata alla Madonna del Giovo, una fonte di acqua potabile e una stazione meteo. A Foce a Giovo arriva anche la via Ducale, che poi prosegue verso la Garfagnana: Superata Foce a Giovo, il sentiero E1 si mantiene sulla linea di cresta e raggiunge altre due importanti vette: Femminamorta (1878 m slm) e Alpe delle Tre Potenze (1935 m slm). Il nome di Alpe delle Tre Potenze deriva dal fatto che fino al XVI secolo la montagna rappresentava il confine fra Granducato di Toscana, Ducato di Modena e Ducato di Lucca. Scendendo da questa vetta, si oltrepassa il Lago Piatto lasciandolo sulla sinistra (a Nord per chi percorre in direzione Nord Sud). Poco oltre bisogna fare particolare attenzione a non imboccare il bivio sulla sinistra (Nord) per i Denti della Vecchia (1814 m slm) ed il rifugio Zeno al Monte Gomito (1890 m slm), peraltro segnalato come EE con tratti esposti. Bisogna seguire invece il tracciato E1, che volge a destra (Sud) e scende rapidamente verso il Lago Nero (1730 m slm), circondato da mirtillaie e ginepri. Il lago di origine glaciale è situato tra il Monte Gomito e l’Alpe delle Tre Potenze e prende il nome dai riflessi scuri prodotti dalle rocce che lo sovrastano. Vicino al Lago vi è un bivacco gestito dal CAI di Pistoia (apertura stagionale) con un locale invernale sempre aperto. Si segue ora per un breve tratto il sentiero CAI 110 verso la Foce di Campolino, per abbandonarlo dopo circa 150 metri e dirigersi decisamente a Nord e poi a Est, a mezza costa sulla pendice settentrionale della Valle del Sestaione. Una perla di questa vallata è l’Orto Botanico Forestale, che custodisce una gran varietà di piante autoctone, alcune in via di estinzione. Scendendo lungo il sentiero E1 si passa a breve distanza da un rifugio privato (Capanna dei Pastori, apertura stagionale). Sempre restando nella meravigliosa faggeta, si raggiunge il bivio per la località Le Regine (due possibili posti tappa a prezzi abbordabili – bivio sulla desta), oppure proseguire verso Boscolungo Abetone, nota stazione turistica, a prevalente vocazione invernale con numerose possibilità di pernottamento/ristoro.

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Escursionismo

Sentiero Europeo E1 Toscana T09

Il percorso inizia presso l’Ostello della Gioventù in località Boscolungo, lungo la SS12 dell’Abetone e del Brennero a quota 1337 metri slm, a circa 1,5 Km dal Passo dell’Abetone, scendendo verso Lucca/Pistoia. Appena partiti si attraversa l’imponente foresta di abeti di Boscolungo e si inizia a salire gradualmente e gradevolmente verso la località Verginetta (1492 m slm), dove si trova una bivaco/rifugiio privato (La Capanna di Lapo – apertura stagionale) e l’innesto del sentiero di crinale CAI 00 / SI che proviene dall’Abetone e che coincide con E1 per il restante della tappa. Dalla Verginetta il sentiero diventa impervio e assume le caratteristiche da alta montagna; infatti, la vegetazione sul crinale si dirada e il panorama comincia ad aprirsi. Inizia la lunga e impegnativa salita verso l’Alpe del Libro Aperto (1937 m slm), che rappresenta il punto più alto della tappa. Le cime più importanti del tratto tra la Verginetta e il Libro Aperto sono la Cima del Diaccione (1582 m slm), la Cima delle Capannacce (1859 m slm), oltre che l’Alpe del Libro Aperto stessa, con le sue due cime Monte Belvedere a Ovest (1896 m slm) e Monte Rotondo (1938 m slm) a Est, che si affrontano, separate da una piccola valle, con una forma che ricorda appunto un libro aperto. E’ possibile evitare il crinale del Monte Rotondo e gli ultimi 40 metri di salita, proseguendo sul sentiero dalla piccola valle che separa le due vette, ma vale la pena di fare un ultimo sforzo perché dalla cima del Monte Rotondo si gode un panorama senza eguali, riuscendo nelle giornate limpide a spaziare dalle montagne della Corsica, alle vette dell’Appennino con l’imponente Monte Cimone (2165 m slm), fino alle catena alpina. Sulla cima bisogna porre particolare attenzione a non imboccare il sentiero che si dirige a sinistra (Nord Ovest) lungo il contrafforte, che porterebbe sul crinale verso il monte Cimone (in direzione opposta a quella del sentiero E1); il sentiero giusto è quello a destra (Sud Est) contrassegnato dallo 00. Inizia quindi l’impervia discesa verso la cima del Lancino (1702 m slm) riconoscibile da valle per la particolare spigolosità; la successiva salita verso la cima Tauffi (1801 m slm) è impegnativa e bisogna porre particolare attenzione, per evitare il tratto più ripido e impervio caratterizzato da roccia sciolta. Si consiglia di seguire con attenzione le indicazioni E1 che portano sulla sinistra (Nord) ad imboccare un sentiero più agevole e sicuramente meno pericoloso della via diretta alla vetta. Da Cima Tauffi inizia la lunga e altalenante discesa che, attraversando diverse vette, quali i Balzoni, (1752 m slm), il Colle Piaggiacalda (1714 m slm), la Vista del Paradiso (1704 m slm), il Pizzo (1706 m slm) conduce al Passo della Croce Arcana (1670 m slm). Su questo valico appenninico si attraversa l’antica strada di collegamento tra le alte valli Toscane ed Emiliane; l’unica via percorribile in periodo romano e medievale. La via dell’Abetone infatti fu aperta solo alla fine del 1700 in seguito ad un accordo tra il granducato di Toscana e il Ducato di Modena e rappresenta per l’epoca una delle più grandi opere pubbliche mai costruite. Sul passo della Croce Arcana è possibile visitare il monumento dedicato ai caduti in Russia durante l’ultimo conflitto mondiale. Dal Passo inizia un gradevole sentiero che aggira il monte Spigolino (1827 m slm), la cui vetta è comunque raggiungibile con una deviazione (e il panorama ripaga abbondantemente la fatica dei 160 m di dislivello da affrontare per raggiungerla). Si prosegue sempre sul crinale, incontrando numerosi termini (cippi in pietra), che identificavano il confine fra Ducato di Modena e Granducato di Toscana. Si raggiunge quindi (direttamente sul sentiero basso o scendendo dalla vetta dello Spigolino) il Passo della Calanca (1737 m slm), si ignorano i bivi che si dirigono a valle e si procede sul sentiero E1 fino al Rifugio Duca degli Abruzzi sulle rive del Lago Scaffaiolo a quota 1780 m slm.

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