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Escursionismo: 514 Itinerari

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Sentiero Europeo E1 Toscana T04

ATTENZIONE Il nuovo tracciato della Tappa 4 è stato imposto da eventi naturali dell’inverno 2020 2021 (numerosi grossi tronchi interrompono ripetutamente il sentiero, percorribile con ESTREMA DIFFICOLTA’). Il vecchio tracciato (SCONSIGLIATO al momento) viene riportato nella Variante 4.2. Il nuovo percorso base della tappa 4 del sentiero E1parte dal lato Nord della diga, dove si imbocca il sentiero CAI 659 / Alta Via dei Parchi, che in circa 2 ore conduce direttamente al Rifugio Città di Sarzana, “perdendo” alcuni tratti di crinale. In alternativa, si può percorrere la Variante 4.1 (cosiddetto Sentiero dei Ducati – CAI 659 A) che parte dallo stesso incrocio sul lato Nord della diga e consente di raggiungere il sentiero di crinale poco a Ovest della Sella di Monte Acuto, ammirando un tratto di crinale meraviglioso per poi discendere al Rfugio Città di Sarzana (vedi la descrizione). NB: Questo tratto NON è ancora marcato con i segnavia E1, ma il sentiero CAI 659 / AVP è ben evidente; la traccia proposta è ricavata su mappa. Il Rifugio Città di Sarzana (1587 m slm, apertura stagionale, locale invernale sempre aperto) si trova a poca distanza dalla sponda Nord del Lago di Monte Acuto (1575 m slm), ben mimetizzato nella faggeta, possibile punto tapa/ristoro. Continuando sul sentiero GEA – E1 nel bosco in ripida discesa, si attraversano alcuni guadi e si arriva nei pressi del Bivacco Ghiaccioni, dove è possibile pernottare e rifornirsi di acqua. Da qui inizia una ripida salita che porta al Passo della Pietra Tagliata (1770 m slm), molto panoramico, dal quale parte un sentiero per la cresta (attrezzato con corda fissa e quindi consigliabile solamente ad Escursionisti Esperti), che verso Nord si dirige alla vetta dell’Alpe di Succiso e a Sud sul crinale. Si tratta di una deviazione dal percorso principale, che allungherebbe significativamente la tappa (già lunga ed impegnativa di per sé), ma è meritevole di un’escursione dedicata, con l’equipaggiamento ottimale, l’allenamento e l’esperienza necessari. Il percorso E1, invece, prosegue nella ripida discesa, entra nel bosco e dopo poco si immette nello spettacolare anfiteatro delle Sorgenti del Secchia dove c’è la possibilità di trovare acqua (sorgente all’altezza di 1545 metri). Continuando in discesa si raggiunge il Passo dell’Ospedalaccio (1271 m slm), antico e frequentatissimo valico tra l’Emilia e la Toscana, che fu sede di un Ospitale per pellegrino nel Medioevo. Dal Passo dell’Ospedalaccio una tranquilla discesa porta al Passo del Cerreto, punto tappa con possibilità di pernottamento nell’omonimo hotel.

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Sentiero Europeo E1 Toscana T05

La tappa inizia al Passo del Cerreto, imboccando per breve tratto la SP 58 di Cerreto Laghi. Si abbandona l’asfalto dopo pochissimo per proseguire sulla parallela strada sterrata verso le case Crocetta ed il Camping Rio Bianco (a Est). Si attraversa la faggeta ignorando i bivi per Cerreto Laghi (a Est) e per Sassalbo (a Ovest) e all’uscita dal bosco si entra nel Vallone dell’Inferno, circondato dalle cime del monte Forame (1732 m slm) a Est e dei monti Scalocchio (1845 m slm) e Gendarme della Nuda (1872 m slm) a Ovest. A SudEst si comincia ad intravedere il Bivacco Rosario, oltre un cordone morenico. Poco distante dal bivacco, una fonte perenne offre possibilità di rifornimento d’acqua freschissima anche in piena estate: Si prosegue la salita in direzione del soprastante Monte La Nuda (a Est), irto di rocce e di torrioni rocciosi, fra i quali spicca il già citato Gendarme; Siamo nel punto più elevato della tappa, a breve distanza dalla vetta del monte la Nuda (1895 m slm), sulle cui pendici Nord Est, opposte al versante sul quale siamo, si stendono gli impianti della stazione sciistica di Cerreto Laghi. La cresta offre ampie vedute verso la Garfagnana e le Alpi Apuane, ormai vicine, mentre sul versante padano l’inconfondibile profilo della Pietra di Bismantova si staglia oltre le foreste della Valle del torrente Rialbero, dominando i mammelloni delle evaporiti rassiche, agliati dall’erosione fluviale nelle caratteristiche scarpate biancheggianti. Dopo le pietraie della Borra Grande il percorso diviene meno impervio, scendendo al Passo di Belfiore attraverso basse brughiere di mirtillo punteggiante di rododendri, pianta alpina presente sull’Appennino soltanto in poche località. I primi faggi contorti sono l’avamposto del bosco che in breve avvolge il sentiero; al non lontano Passo di Cavorsella si incontra una comoda pista forestale che porta al Passo di Pradarena, il più alto valico dell’Appennino settentrionale, meta della tappa.

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Sentiero Europeo E1 Toscana T06

Il percorso si sviluppa lungo lo spartiacque appenninico in uno dei suoi tratti più alti e panoramici. La tappa inizia dal Passo di Pradarena (1574 m slm), al confine tra le province di Reggio nell’Emilia e Lucca: si percorre la SP 12 della Provincia di Lucca in direzione Sud Est per circa 150 metri e si imbocca la strada bianca che sale tra ampie praterie alle pendici occidentali del monte Asinara (1732 m slm) fino a raggiungere il Passo della Comunella (1619 m slm) da dove è possibile ammirare, volgendo le sguardo a Nord Est, la sagoma inconfondibile della Pietra di Bismantova (1041 m slm). Si prosegue in salita lungo il sentiero di crinale, ad Ovest del Monte Sillano (1876 m slm), fino a raggiungere la vetta del Monte di Soraggio (1832 m slm) e, sempre mantenendosi in cresta, si transita sulle Porraie (1834 m slm), quindi si scende alla Cappella di San Bartolomeo e al vicino Passo di Romecchio (1630 m slm). Questo tratto offre panorami indimenticabili sulla Garfagnana a Sud e verso il Monte Cusna a Nord Est. Ricomincia la salita verso il punto più elevato di tutto il tratto ToscoEmiliano del sentiero E1, il monte Prado (2054 m slm) sul sentiero, abbastanza disconnesso, verso La Focerella (1745 m slm): questo incrocio è da segnalare, in quanto da qui parte il sentiero per la Variane Bargetana (Variante 6.2, La Focerella Passo delle Forbici) che consente di raggiungere il rifugio omonimo e/o di proseguire su un itinerario “basso” e non esposto verso il Rifugio Cesare Battisti. Questa variante è particolarmente indicata in caso di nebbia o maltempo sul crinale). Dalla Focerella si raggiunge la Sella del Monte Prado (1920 m slm) per arrivare infine alla vetta del Monte Prado (2054 m), cima più alta della Toscana. Se la giornata è limpida, la visione della Garfagnana a Sud e della mole del Monte Cusna a Nord ripaga abbondantemente la fatica spesa per raggiungere la vetta. Comincia l’agevole discesa tra i mirtilleti, fino al Passi di Monte Vecchio (1934 m slm) e, sempre tenendo a Ovest gli Scaloni, fino al Passo degli Scaloni (1922 m slm) e quindi a Bocca di Massa (1812 m slm). Qui si ignora il sentiero a Sud (verso il Rifugio Cella) e si prosegue la discesa verso il Passo delle Forbici (1572 m slm) alternando tratti boschivi e spazi aperti sul panorama. Al Passo, il sentiero incrocia la strada forestale che va dal Casone di Profecchia alla Segheria dell’Abetina Reale lungo il tracciato di un’antica via di valico. Diversi saliscendi accompagnano il cammino entro i bellissimi boschi di faggi e conducono al Passo del Giovarello (1661 m slm), a Cima La Nuda (1707 m slm), al Colle dei Laghi ed all’ Alpicella delle Radici da dove si gode di un panorama stupendo. Il tratto finale attraversa in discesa una zona boschiva che arriva velocemente alla Passo delle Radici (1527 m slm), storico valico dei pellegrini romei, che dalla Pianura Padana scendevano in Garfagnana.

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Sentiero Europeo E1 Toscana T07

Dal Passo delle Radici si imbocca in salita la SP71, abbandonandola dopo circa 1 Km per proseguire sulla strada bianca che costeggia un’ampia zona prativa per circa 1 km, fino al passo del Lagadello (1650 m slm); proseguendo sulla SP 71 si arriverebbe a San Pellegrino in Alpe; invece, si imbocca la strada bianca sulla sinistra (se si percorre E1 in direzione Nord Sud). Dopo circa 1,5 km (30 minuti) si raggiungono i Sassi del Diavolo (“il Giro”), dove si ricongiunge il rientro sul percorso principale per chi abbia pernottato a San Pellegrino in Alpe (Variante 7-1). I Sassi del Diavolo sono, secondo la tradizione, la località dove San Pellegrino resistette alle tentazioni del diavolo e infine, irritato, gli dette una violenta sberla che lo proiettò sulle Alpi Apuane, generando il foro del Monte Forato. In questo luogo, i viandanti e i pellegrini sono soliti accumulare delle pietre, portate per espiare i peccati (più grande il peccato, più pesante la pietra); un’altra leggenda vuole che si debbano fare tre giri intorno, per evitare che sia il diavolo in persona lo chieda…. Si prosegue passando da spazi aperti ad ombrose faggete, toccando il Monte Cimetta (1664 m slm), il Monte Spicchio (1658 m slm), le pendici del Monte Saltello (1681 m slm) fino a raggiungere il Passo (o Bassa) del Saltello (1580 m slm), per poi risalire, con continui saliscendi, al Monte Romecchio (1700 m slm) dal quale si gode di uno spettacolare panorama sulle Alpi Apuane. Il percorso continua in cresta al Passo del Terzino (1683 m slm), quindi lambisce le pendici Ovest di Cima dell’Omo (1859 m slm), ove si incontra la sorgente del Corsonna, per raggiunge il Passo Porticciola (1714 m) ed entrare sul versante emiliano. Dal Passo della Porticciola, il sentiero di cresta, molto aereo e panoramico, porterebbe al Colle Traversata (1826 m slm) e poi alla vetta del Monte Giovo (1991 m slm), che però si trascura per discendere entro un’ampia vallata di origine glaciale verso il Passo della Boccaia (1584 m slm), e quindi al Lago Santo Modenese attraversando una folta faggeta.

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Sentiero Europeo E1 Toscana T08

E1 Toscana 08 Lago Santo Modenese - Abetone-Boscolungo A PIEDI E1 Toscana 08 Lago Santo Modenese - Abetone-Boscolungo Dal Lago Santo Modenese (1501 m slm) si imbocca il sentiero CAI 519 Foce a Giovo / 523 Lago Baccio, che si inoltra nel bosco; dopo circa 20 minuti, prima di una salita piuttosto ripida, i due sentieri si dividono: il percorso “base” di E1 si dirige sulla sinistra (percorrenza Nord Sud), verso Foce a Giovo (sentiero CAI 519), mentre proseguendo dritti sul sentiero CAI 523 verso il Lago Baccio si intraprende la variante del Monte Rondinaio, riservata ad escursionisti esperti (EE). Il percorso base procede su un sentiero privo di difficoltà, con qualche saliscendi, che segue le pendici orientali del Monte Rondinaio Lombardo (1826 m slm) e porta verso Foce a Giovo, ignorando i sentieri sulla destra (verso Sud Ovest), che salirebbero al Lago Turchino, al Lago Torbido e sul crinale poco oltre il Monte Rondinaio. Il sentiero alterna tratti di bosco ad attraversamenti di pietraie con scorci panoramici notevoli verso Est. Il tratto finale, letteralmente “scavato” in una mirtillaia, piuttosto ripido, porta a Foce a Giovo (1664 m slm), il valico più alto dell’Appennino Tosco-Emiliano, dove la variante “alta” per EE si ricongiunge al tracciato base. Sulla foce vi sono una cappella dedicata alla Madonna del Giovo, una fonte di acqua potabile e una stazione meteo. A Foce a Giovo arriva anche la via Ducale, che poi prosegue verso la Garfagnana: Superata Foce a Giovo, il sentiero E1 si mantiene sulla linea di cresta e raggiunge altre due importanti vette: Femminamorta (1878 m slm) e Alpe delle Tre Potenze (1935 m slm). Il nome di Alpe delle Tre Potenze deriva dal fatto che fino al XVI secolo la montagna rappresentava il confine fra Granducato di Toscana, Ducato di Modena e Ducato di Lucca. Scendendo da questa vetta, si oltrepassa il Lago Piatto lasciandolo sulla sinistra (a Nord per chi percorre in direzione Nord Sud). Poco oltre bisogna fare particolare attenzione a non imboccare il bivio sulla sinistra (Nord) per i Denti della Vecchia (1814 m slm) ed il rifugio Zeno al Monte Gomito (1890 m slm), peraltro segnalato come EE con tratti esposti. Bisogna seguire invece il tracciato E1, che volge a destra (Sud) e scende rapidamente verso il Lago Nero (1730 m slm), circondato da mirtillaie e ginepri. Il lago di origine glaciale è situato tra il Monte Gomito e l’Alpe delle Tre Potenze e prende il nome dai riflessi scuri prodotti dalle rocce che lo sovrastano. Vicino al Lago vi è un bivacco gestito dal CAI di Pistoia (apertura stagionale) con un locale invernale sempre aperto. Si segue ora per un breve tratto il sentiero CAI 110 verso la Foce di Campolino, per abbandonarlo dopo circa 150 metri e dirigersi decisamente a Nord e poi a Est, a mezza costa sulla pendice settentrionale della Valle del Sestaione. Una perla di questa vallata è l’Orto Botanico Forestale, che custodisce una gran varietà di piante autoctone, alcune in via di estinzione. Scendendo lungo il sentiero E1 si passa a breve distanza da un rifugio privato (Capanna dei Pastori, apertura stagionale). Sempre restando nella meravigliosa faggeta, si raggiunge il bivio per la località Le Regine (due possibili posti tappa a prezzi abbordabili – bivio sulla desta), oppure proseguire verso Boscolungo Abetone, nota stazione turistica, a prevalente vocazione invernale con numerose possibilità di pernottamento/ristoro.

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Sentiero Europeo E1 Toscana T09

Il percorso inizia presso l’Ostello della Gioventù in località Boscolungo, lungo la SS12 dell’Abetone e del Brennero a quota 1337 metri slm, a circa 1,5 Km dal Passo dell’Abetone, scendendo verso Lucca/Pistoia. Appena partiti si attraversa l’imponente foresta di abeti di Boscolungo e si inizia a salire gradualmente e gradevolmente verso la località Verginetta (1492 m slm), dove si trova una bivaco/rifugiio privato (La Capanna di Lapo – apertura stagionale) e l’innesto del sentiero di crinale CAI 00 / SI che proviene dall’Abetone e che coincide con E1 per il restante della tappa. Dalla Verginetta il sentiero diventa impervio e assume le caratteristiche da alta montagna; infatti, la vegetazione sul crinale si dirada e il panorama comincia ad aprirsi. Inizia la lunga e impegnativa salita verso l’Alpe del Libro Aperto (1937 m slm), che rappresenta il punto più alto della tappa. Le cime più importanti del tratto tra la Verginetta e il Libro Aperto sono la Cima del Diaccione (1582 m slm), la Cima delle Capannacce (1859 m slm), oltre che l’Alpe del Libro Aperto stessa, con le sue due cime Monte Belvedere a Ovest (1896 m slm) e Monte Rotondo (1938 m slm) a Est, che si affrontano, separate da una piccola valle, con una forma che ricorda appunto un libro aperto. E’ possibile evitare il crinale del Monte Rotondo e gli ultimi 40 metri di salita, proseguendo sul sentiero dalla piccola valle che separa le due vette, ma vale la pena di fare un ultimo sforzo perché dalla cima del Monte Rotondo si gode un panorama senza eguali, riuscendo nelle giornate limpide a spaziare dalle montagne della Corsica, alle vette dell’Appennino con l’imponente Monte Cimone (2165 m slm), fino alle catena alpina. Sulla cima bisogna porre particolare attenzione a non imboccare il sentiero che si dirige a sinistra (Nord Ovest) lungo il contrafforte, che porterebbe sul crinale verso il monte Cimone (in direzione opposta a quella del sentiero E1); il sentiero giusto è quello a destra (Sud Est) contrassegnato dallo 00. Inizia quindi l’impervia discesa verso la cima del Lancino (1702 m slm) riconoscibile da valle per la particolare spigolosità; la successiva salita verso la cima Tauffi (1801 m slm) è impegnativa e bisogna porre particolare attenzione, per evitare il tratto più ripido e impervio caratterizzato da roccia sciolta. Si consiglia di seguire con attenzione le indicazioni E1 che portano sulla sinistra (Nord) ad imboccare un sentiero più agevole e sicuramente meno pericoloso della via diretta alla vetta. Da Cima Tauffi inizia la lunga e altalenante discesa che, attraversando diverse vette, quali i Balzoni, (1752 m slm), il Colle Piaggiacalda (1714 m slm), la Vista del Paradiso (1704 m slm), il Pizzo (1706 m slm) conduce al Passo della Croce Arcana (1670 m slm). Su questo valico appenninico si attraversa l’antica strada di collegamento tra le alte valli Toscane ed Emiliane; l’unica via percorribile in periodo romano e medievale. La via dell’Abetone infatti fu aperta solo alla fine del 1700 in seguito ad un accordo tra il granducato di Toscana e il Ducato di Modena e rappresenta per l’epoca una delle più grandi opere pubbliche mai costruite. Sul passo della Croce Arcana è possibile visitare il monumento dedicato ai caduti in Russia durante l’ultimo conflitto mondiale. Dal Passo inizia un gradevole sentiero che aggira il monte Spigolino (1827 m slm), la cui vetta è comunque raggiungibile con una deviazione (e il panorama ripaga abbondantemente la fatica dei 160 m di dislivello da affrontare per raggiungerla). Si prosegue sempre sul crinale, incontrando numerosi termini (cippi in pietra), che identificavano il confine fra Ducato di Modena e Granducato di Toscana. Si raggiunge quindi (direttamente sul sentiero basso o scendendo dalla vetta dello Spigolino) il Passo della Calanca (1737 m slm), si ignorano i bivi che si dirigono a valle e si procede sul sentiero E1 fino al Rifugio Duca degli Abruzzi sulle rive del Lago Scaffaiolo a quota 1780 m slm.

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