Scopri i percorsi tematici e i luoghi di interesse delle Aree protette dell'Emilia Centrale

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Sui passi di San Geminiano

Si tratta di un’escursione piuttosto breve su piste forestali, attraverso le estreme propaggini occidentali del Parco del Frignano ai confini con l’alto Appennino reggiano, dove il crinale corre a quote modeste, dividendo l'impervio versante garfagnino da quello modenese, molto più dolce nelle morfologie e ricoperto da estesi boschi. La brevità del percorso consente di compiere una visita al vicino borgo di San Pellegrino in Alpe, splendido “balcone panoramico” sulla Garfagnana e sulle Alpi Apuane, dove si trovano l’antico ospizio che, fin dall’Alto Medioevo, dava rifugio a viandanti e pellegrini, e il “Museo della campagna e della vita di ieri”. L’itinerario si sviluppa in parte lungo lo spartiacque con la Toscana, lungo il quale si trovano, in sequenza, l’Alpicella delle Radici, il bel punto panoramico del Colle dei Lagni e la cima della Nuda, fino al passo Giovarello, da cui si può salire sull’omonimo monte (già in territorio reggiano) per godere di una ulteriore vista panoramica fin sulle Alpi Apuane. Lungo la discesa s’incontra il piccolo rifugio forestale delle Maccherie e una vicina torbiera di rilevante interesse botanico, dove si può osservare la Carice di Davall, un’essenza tipica delle torbiere centroeuropee e rara in Appennino. Da qui si raggiunge la radura di San Geminiano, dove in passato sorgeva un ospizio e dove transitava la via Bibulca, il più antico esempio di viabilità transappenninica della zona, che poteva essere percorsa da un paio di buoi aggiogati, da cui il nome. Oggi rimane, al margine dei prati, la piccola cappella dedicata al Santo, che, secondo la leggenda, si era ritirato qui come eremita fino a quando i cittadini modenesi non lo vennero a prelevare affinché divenisse il loro pastore.

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Escursionismo

Ascesa e orizzonte del monte Cimone

Percorso impegnativo che prevede l’ascesa alla vetta del monte Cimone (2.165 metri) partendo dal lago della Ninfa (1.503 metri), collocato alle sue pendici nord-orientali e circondato da faggete e boschi di conifere. La salita inizia fiancheggiando, all’interno di una bella faggeta, l’impianto di risalita per lo sci. Oltre l’arrivo della seggiovia, si giunge all’ampia porzione pianeggiante di Piancavallaro (1.880 metri), da cui inizia il tratto più interessante dell’ascesa, denominato “Sentiero dell’atmosfera” e punteggiato di pannelli informativi che introducono ai temi dell’atmosfera e dei cambiamenti climatici. Su questo tratto, in base al periodo dell’anno, ci si può imbattere in essenze floristiche tipiche dell’Europa settentrionale come il raro Geranio argenteo e la Soldanella pusilla. Frequente, poi, sentire i fischi e osservare esemplari di marmotta alpina, la preda d’elezione per l’aquila reale, dominatrice assoluta di questi cieli. La vetta del monte Cimone è il rilievo dal quale si vede più superficie italiana. Da qui, infatti, la vista può spaziare su un orizzonte libero a 360 gradi, raffigurato anche in una grande ceramica posta sul versante sud-ovest che riporta un disegno dell’ingegner Alfredo Galassini. Sulla sommità del monte Cimone si trova una stazione meteorologica d’importanza internazionale, costituita dall’Osservatorio Meteorologico dell’Aeronautica Militare e dal Laboratorio CNR “Ottavio Vittori” per lo studio dell’atmosfera e dei cambiamenti climatici.

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Cosa vedere

Ecomuseo Cà Rossa

Nell'ottobre 2010 è stata inaugurata Cà Rossa, complesso rurale ottocentesco classificato come "edificio di valore storico-architettonico, culturale e testimoniale". Acquistato dal Comune di Fiorano Modenese nel 1999, solo recentemente è stato possibile procedere al risanamento conservativo dell'edificio mediante le più recenti tecniche della bioarchitettura e della domotica per il contenimento dei consumi energetici. All'interno di Cà Rossa, attraverso pannelli, fotografie, attrezzi agricoli, documenti e strumenti interattivi vengono rievocate le tradizioni del passato. Il percorso multisensoriale "Gusti memorabili" valorizza i prodotti enogastronomici coltivati e cucinati come una volta, mentre il "Baule dei ricordi" è riservato ai più giovani che si possono divertire con i giochi dei loro nonni. Qui si può utilizzare il minifrantoio a disposizione della popolazione locale per la molitura delle olive di Nirano. Nell'ottobre 2014 è stato inaugurato il Percorso sensoriale denominato "Biodiversità da gustare", dotato di 2 postazioni interattive e multidisciplinari in grado di coinvolgere i 4 sensi principali dell'uomo (la vista, l'udito, l'olfatto e il tatto), strettamente collegato all'esposizione degli attrezzi e giochi del passato e alla biodiversità tutelata presso il campo catalogo. Grazie al progetto finanziato dalla Regione Emilia-Romagna l'intera struttura è collegabile tramite internet alla Rete nazionale degli Ecomusei ed è dotata di un sistema controllato di navigazione pubblica gratuita. Cà Rossa si presenta quindi non solo come uno strumento di gestione della Riserva, ma anche come luogo fisico di partecipazione sociale, dove rievocare le tradizioni, promuovere i prodotti tipici locali, accogliere i visitatori ed educare e sensibilizzare al rispetto dell'ambiente partendo dalla conoscenza e dalla memoria del passato.

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